Archivio notarile mandamentale di Cori

IT-ASLT-F494200363

(1456-1871; bb.)

Nato come archivio della comunità e successivamento archivio notarile della comunità con dispaccio ex n. 3348/1860 della Presidenza degli archivi viene trasformato in archivio notarile centrico. Come archivio notarile centrico Cori conservò anche gli atti di Giulianello e Rocca Massima; infatti con il motu proprio 6 luglio 1816 di Pio VII, Giulianello -appodiato alla comunità di Rocca Massima, poi Montefortino- era stato inserito (pari a Rocca Massima) nel governo di Valmontone, dove aveva concentrato gli atti notarili il 26 luglio 1834.

Successivamento però al trasferimento di giurisdizione da Valmontone a Cori per effetto del provvedimento di Pio IX dell'1 ottobre 1847 (che sanciva la cessazione della rappresentanza e giurisdizione tanto amministrativa quanto giudiziaria e baronale del Senato Romano) la Presidenza degli archivi aveva invitato la delegazione di Velletri a provvedere a suo nome: così il 4 dicembre 1860 gli atti notarili di Giulianello venivano concentrati a Cori.

Presumibilmente detto archivio aveva conservato anche gli atti notarili di Rocca Massima (che insieme a Giulianello formava il feudo Salviati), come lascia intendere un rescritto del 23 marzo 1767 dell'auditor della Prefettura degli archivi, attegato a correlativa rchiesta di Valerio Angelini, notaio di Rocca Massima, al Prefetto degli archivi -b. 223, prot. 1, all. a ff. 135-136-. Divenuto archivio notarile mandamentale con il r.d. 29 giugno 1879, fu soppresso nel 1926 per essere aggregato all'archivio mandamentale di Velletri, ma subito ripristinato nel 1927 nel comune di Cori per la conservazione degli atti che già vi si trovavano al momento dell'istituzione dell'archivio mandamentale.  Versato nel 1959, dal Comune di Cori, ex l. n. 588/1957, art. 2

La documentazione riguarda il periodo 1400-1800 e conserva le copie dei rogiti, i protocolli che i notai a conclusione della professione avevano l'obbligo di consegnare ed i libri exibitionum instrumentorum.